giovedì 5 marzo 2015

Time Warp Mannheim e Cocoon Club Frankfurt: mio reportage aprile 2008

 Francoforte sul Meno by night


Inizia la primavera e si lascia la calda Italia per la fredda Germania, infatti il 3 Aprile ci siamo messi in viaggio per Francoforte, per una buona causa, cioè la ricerca di nuove emozioni e nuovi suoni che sapevamo di poter trovare in terra tedesca grazie ad un club come il Cocoon e ad un'evento come il rave-festival Time Warp.
locandine Cocoon Club a Francoforte
Dopo aver girellato per la grigia Francoforte, ed aver passato molto tempo nel fornito negozio di dischi Freebase, dove abbiamo incontrato anche dj Raresh, la sera di venerdi 4 Aprile, si va al warm up del Time Warp che è ospitato dal famoso Cocoon Club di Sven Vath, un posto che non ha bisogno di presentazioni, iper-moderno, con la consolle a forma di astronave, un sound-system potente ma ben calibrato, con dei corridoi intorno alla pista centrale contornati di schermi in cui scorrono le immagini di tutti i flyers delle varie edizioni del Time Warp, dagli anni 90 ad oggi.
La clientela è molto ben selezionata,e la presenza femminile di qualità alta, numerosi gli inglesi, gli spagnoli e gli italiani presenti, entriamo alle 23:30, mentre nell'altra sala, il Micro, che solo dopo una certa ora si trasformerà in dancefloor, stanno ancora finendo di cenare, come si vede dai vetri trasparenti: nella sala principale alle 24 già si comincia a ballare tracce selezionate dalle sapienti mani del grande capo Sven Vath, e gradatamente il locale e la pista si riempono sempre più.

la consolle spaziale del Cocoon Club Frankfurt
L'inizio del set di Sven Vath è morbido e deep, ben strutturato il suo set, che comincia a salire con pezzi come il rmx di Dubfire a System 7-Spacebird e District One-Handsome, il tutto contornato da un'animazione colorata,e truccata nei modi più fantasiosi,e da dei getti di aria ghiacciata, stile club di Ibiza, che ti rinfrescano il corpo quando l'atmosfera si surriscalda, non c'è che dire, tutto è studiato nei minimi particolari per far sentire a proprio agio la clientela.
Al set di Sven Vath segue il live dei due svedesi Minilogue, autori dell'ottimo ep Jamaica, recentemente uscito su Cocoon Records e quindi, pur non essendo dei novellini, sono pronti ad essere ulteriormente lanciati da Sven Vath, in questo caso talent-scout: i due si esibiscono in una postazione allestita proprio per i live a stretto contatto col pubblico, e suonano musica allegra, divertente, con cassa vigorosa ed anche alcuni inserti vocali robotici, pensavo fossero più mentali e viaggiosi, invece un live tirato che gli fa meritare la palma dei migliori della serata, almeno secondo me.
Minilogue live al Cocoon

Dopo di loro, alle 4, tocca a Loco Dice, che parte molto piano fra minimal ed house, mettendo, fra gli altri, dei remix di Inner City-Good life e di Romanthony-Let me show you love, poi comincia ad ingranare la quinta solo dopo un'ora di set, suonando il pezzo di Ilario Alicante-Vacaciones en Chile e continuando su ritmi più sostenuti, ma ad una certa ora, visto anche l'ormai scarso numero di fanciulle rimaste rispetto ad inizio serata si decide di andarsene e risparmiarsi per la maratona del giorno dopo.









Sabato 5 Aprile ci trasferiamo 80 km più a Sud, a Mannheim, inseguiti da pioggia e vento, e verso le 22 ci dirigiamo alla Maimarkthalle, dove il mega-evento Time Warp è già iniziato dalle 19, un rapido giro per orientarsi nelle varie sale, e notiamo che la sala minimal rispetto all'anno scorso è stata ingrandita ed invertita di posizione con la sala elettronica.
Ci stabiliamo inizialmente in sala uno, dove, dopo un set techouse del talento locale Nick Curly(8bit Records), concluso con la sempre coinvolgente John Spring-Lava lava, tocca al live di Brian Sanhaji, artista entrato da tempo nelle grazie di Chris Liebing, e proprietario dell'etichetta Enable, uno dei pochi artisti in line up che non avevo mai sentito dal vivo: lui si presenta con una maglietta con scritto Detroit ed il suo live è techno, forse più tedesca che detroitiana, ma comunque potente e saltellante, gran ritmo, ottima esibizione per lui.
A mezzanotte in punto tocca a Chris Liebing e si accendono veramente le luci sul Time Warp, dotato quest'anno di laser potentissimi e spettacolari, che accompagneranno, con le loro evoluzioni, le performance degli artisti sia in sala uno che in sala due: l'intro di Liebing riprende le note di Jaydee-plastic dreams, ed il suo set procede con una minimal-techno potente e continua, che fa saltare tutti, felici, incluso lo stesso Liebing con il sorriso stampato per tutto il set.
Ghianda,io e Francesco
Dopo un'ora di Liebing, trasferimento in sala uno, dove c'è l'olandese Dylan Hermelijn aka 2000 & One, che suona live tutti i suoi più grandi successi degli ultimi anni, come Tropical Melons, Pak Pak, Pecan, con rielaborazioni e distorsioni di grande effetto, poi un salto in sala 3, dove sta suonando Karotte, per prendere atto che è invivibile e piena di italiani in attesa di Carola e degli altri artisti minimal che di lì a poco si sarebbero succeduti al mixer, e ritorno in sala uno, dove ha cominciato il suo set di due ore il grande uomo nero della techno, Carl Cox.
Il suo set, rispetto a Liebing, è più caldo nei suoni, ma con più pause, alcune di troppo, fra electro ed acid, seguite però da ripartenze mozzafiato, comunque sia Liebing che Cox hanno fatto una techno con qualche inserto di casse minimali, dimostrando entrambi più volte l'abilità tecnica nel mixaggio, che gli è riconosciuta universalmente.

Un passaggio da Sven Vath, che tiene la pista per mano trascinandola con The Amazing-Qu'est-ce que vous voulez, e ci si va a fare un antipasto di Laurent Garnier, che è nel bel mezzo del suo set di 8 ore nella sala cinque, isolata dalle altre room, più piccola, molto club, e coperta da una campana di vetro: il francese gli sta dando di techno-funky e ci piazza anche la sua storica hit The man with the red face.
Un pò di riposo nell'area chill-out, dove coloro che hanno ceduto per ko già abbondano, e si ricaricano le pile per il live degli Alter Ego, che suonano tutti i pezzi del loro ultimo album, Gary, Jolly Joker, Why not, finendo in bellezza con Rocker, musica divertente e non troppo impegnativa.
dj Laurent Garnier on the mix
Sono le 7 del mattino ed optiamo per le ultime due ore del set di Laurent Garnier, e non ce ne pentiremo...musica spettacolare, varia, con inserti geniali, ed il sole comincia a splendere anche sulla Germania.. finalmente, infatti si balla sotto le luci dell'alba che filtrano dalla campana di vetro, rendendo l'atmosfera unica…anche le condizioni atmosferiche quindi rendono omaggio al genio del francese, che finirà di suonare alle 9 sotto un sole cocente.
Grande musica per grandi momenti in queste due ore, in cui balliamo le sue produzioni come The man with the red face (messa per la seconda volta), Crispy Bacon, Coloured city, pezzi house come Byron Stingily-You make me feel, altre tracce più viaggiose, quasi neotrance, altre ancora techno, ed infine grande chiusura con Out of space dei Prodigy, ed i suoi colleghi dj Carl Cox, Karotte e Liebing a ballare con lui in consolle.
dj Richie Hawtin durante il suo set
Finalmente poi si riesce a mettere piede anche nella sala minimal, dove sta finendo il suo set Luciano e comincia Villalobos, con un pezzo dubstep,molto particolare, poi piazza qualche bomba, ci dà la sveglia con Pitto-Sexvibe, poi si perde un pò con canti latineggianti, e lo abbandoniamo per Richie Hawtin, che è nel pieno del suo set di 7 ore.
Il suo stile è il solito, alza e toglie i bassi, ed il pubblico va in delirio, qualche bombetta qua e là, ottimi gli ipnotici visual di Ali Demirel, poi per un pò cede il testimone ad Heartthrob, che suona anche il proprio remix di Personal Jesus dei Depeche Mode, e noi ci andiamo a fare il nostro mezzogiorno di fuoco in compagnia delle tracce sconosciute ma bellissime di Raresh, grande talento, selezione musicale ottima, peccato per l'impianto che nella sala tre in cui suona il romeno non è dei migliori, infine un altro salto da Richie Hawtin per onor di firma e la stanchezza prende il sopravvento…all'ora di pranzo si va a dormire.


Top:
molta più cura per le luci al Time Warp, in particolare i laser
il set di Laurent Garnier
il set di Raresh
Laurent Garnier che suona Prodigy-Out of space alle 9 del mattino sotto il sole
Loco Dice che suona Ilario Alicante-Vacaciones en Chile al Cocoon
l'atmosfera e la clientela del Cocoon Club
il live di Minilogue al Cocoon Club
la compagnia, eravamo tanti dall'Umbria e dintorni
Flop:
La sala 3 del Time Warp, invivibile e con impianto scadente
il clima troppo rigido

Articolo originariamente apparso nel 2008 su Soundzmag, il magazine curato dallo staff della sala techno del Red Zone Club




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