martedì 3 marzo 2015

Sonar Barcellona giugno 2007: il mio reportage

Ed anche questo mio terzo Sonar è andato alla grande portandomi tante nuove conoscenze, emozioni e suoni.
Obiettivo raggiunto quindi, ma c’era da aspettarselo data la completezza dell’offerta di questo evento che il giorno è un grande punto d’incontro, grazie alla fiera discografica ed altre iniziative e ti dà la possibilità di ascoltare artisti e band anche non molto conosciuti ma di sicuro valore, mentre la notte ti fa ballare e divertire fino allo sfinimento al ritmo dei big della musica elettronica.
Barcellona
Da segnalare anche che Barcellona in questi giorni del festival è un pullulare di party organizzati anche al di fuori del Sonar nelle spiagge e nei numerosi club di Barcellona con le organizzazioni più forti della scena attuale che sfruttano l’occasione per esibire i loro artisti e a volte nascono ritrovi anche contro il festival come è il caso dell’Anti-sonar, chiassoso raduno autoprodotto di punkabbestia e no-global dalle parti del Sonar de noche, che si divertono gratuitamente a modo loro: quindi ce n’è proprio x tutti i gusti!
Altra cosa interessante è la capacità del Sonar a stimolare la gente sotto altri aspetti che non siano solo quelli uditivi: infatti anche quest’anno lo spettatore era sensibilizzato tramite una mostra sulle migraciones ed incuriosito tramite delle installazioni riguardanti tecnologia e magia.
La bellezza ed accoglienza della città di Barcellona poi è la ciliegina sulla torta che completa l’opera.


Giorno 1-giovedì 14 Giugno
io e Silvana
Dopo un antipasto la prima sera, mercoledì 13, al piccolo club qbk in cui ci ha fatto divertire molto il dj italiano residente a Berlino Touane (Persona records), con un bel live minimal, il giovedì è il primo giorno del Sonar, dedicato a riempirsi di flyers, cd e dvd gratuiti distribuiti nei vari stand del Sonar de dia ed anche a ballare, soprattutto nella sala interna gestita dalla Red Bull Music Academy dove si esibiscono tutto il giorno, un’ora a testa, numerosi giovani dj di tutte le nazionalità, accuratamente selezionati, più o meno noti: in questo caso tocca prima a un dj russo molto bravo e poi a Deadbeat.
Nel frattempo nel Sonar Village, la parte all’aperto ,è la volta di James Holden, che ci accompagna verso il tramonto con delle sonorità sperimentali e viaggiose, quindi chiusura fino alle 22,sferzati dal vento, con lo spagnolo dj Gus, molto bravo.


dj Bloody Mary
La notte è in programma al Parc del forum, un posto a 10 metri dalla spiaggia di Barcellona nella zona nord della città, un mini-festival chiamato Raumplaya ed organizzato dal Raum di Barcellona con la collaborazione degli italiani del The Flame, del Fabric di Londra ed altri: sono 3 stage, uno all’aperto e due coperti da un tetto tipo circo, il tutto è sovrastato da delle gradinate molto alte.
La line up è ricca e prevede l’esibizione di circa 30 artisti: il primo che sento è l’ottimo Matt John(Perlon), nell’open air stage, che tiene sempre alto il ritmo puntando sul genere minimal-techno.
In quest’area all’aperto c’è un maxi-schermo dove vengono proiettati dei visual veramente particolari e coinvolgenti con vari strani personaggi che si muovono a ritmo della musica suonata e che apprendo dal flyer essere opera del vj tedesco Safy Sniper: molto fantasioso!
Nell’area interna, detta Live Tent, si susseguono il bravo svizzero Ripperton, il duo polacco 3 Channels, devastanti, ed il francese From Karaoke to Stardom (Rrygular), in un live bello tirato, mentre nell’Another Stage, un po’ isolato dagli altri, la migliore, per i miei gusti, è sicuramente la tedesca Bloody Mary, bella e brava, grande sound.
Nell’Open Air Stage il finale è affidato a Craig Richards, qualche bel pezzo ma un po’ discontinuo e penalizzato dall’abbassamento dell’audio nella parte finale del suo set concluso con un pezzo dei Kraftwerk, così come Gabriel Ananda e Sian, il volume basso non fa godere appieno il loro set.
Quindi con varia gioventù olandese, inglese e spagnola si va alla ricerca di un after annunciato ma mai trovato, quindi a nanna…


Giorno 2-venerdì 15 Giugno
dj Criss
Il pomeriggio al Sonar de dia si esibisce l’unico italiano di quest’anno dj Criss, che credo sia di Torino e collabori con Xplosiva e suona nella sala Red Bull, bel set; segue poi l’esibizione dell’austriaca Clara Moto e quindi ci si rilassa al sole del Sonar Village, ascoltando la musica di sconosciute band finlandesi.
Quindi si arriva alla notte direzione fira gran via, le 4 enormi arene, 2 all’aperto e 2 al chiuso, che accoglieranno gli 80000 ravers per le memorabili notti del Sonar.
Anche qui ce n’è un po’ per tutti i gusti, dall’hip-hop aggressivo dei Beastie Boys all’ipnotismo accompagnato da ottimi visual dai giapponesi Cornelius, ma si comincia veramente a ballare alla grande con i Modeselektor un duo autore di vari dischi su Bpitch Control, che in 2 ore di set propone musica pompatissima passando dischi attuali e non, un genere che definirei rave-music.
Alle 3 arriva uno dei momenti più attesi, sale in consolle Richie Hawtin, ed il suo è un gran set soprattutto per la capacità che ha di far ripartire i dischi in maniera devastante, giocando coi bassi, l’atmosfera è carichissima: tra i dischi suonati Blackstrobe-i’m a man (Audion rmx), e due tracce di giovani artisti italiani molto talentuosi, Lucio Aquilina-Discobus (Trapez) e come ultimo disco del set alle 5 Capriati-Microbiotik (Massi dl rmx), altro grande momento quando mette il suo classico Plastikman-Spastik.
max p e io
In seguito ci spostiamo nella sala all’aperto dove la conclusione fino alle 7 passate è affidata al tedesco Timo Maas, che fa un set ben strutturato ma con pochi picchi, mi piace un disco su 3 di quelli che suona, come ad esempio Loco Dice-Seeing Through Shadows, ballato con il sole già alto ma comunque  non importa, i set di Hawtin e Modeselektor sono valsi da soli la serata.


Giorno 3-sabato 16 Giugno
Il terzo giorno al Sonar de dia mi incuriosiva molto lo showcase della label inglese Modern Love, che si svolgeva sotto il tendone bianco del Sonardome: di Miles sento solo la parte finale, quindi parte il live di Claro Intelecto, fatto di suoni minimali e puliti, musica ricercata ma ballabile, ancora meglio il seguente live dello spilungone Andy Stott, che dalle produzioni credevo fosse più d’ascolto, invece fa ballare eccome sempre con suoni minimali, ed il pubblico apprezza tributandogli grandi applausi.
dj Claro Intelecto
Quindi un ascolto veloce a Mira Calix (Warp), il tempo di capire che la sala Red bull è impraticabile perchè strapiena e scende la notte.

Il programma del Sonar night di questo sabato è pieno di showcase interessanti, a cominciare da quello Minus nel Sonarlab: prima tocca a Jpls (Usa), il cui live è fatto di suoni corposi e secchi, molto potenti, come anche i suoi dischi, quindi tocca al giovane duo Tractile, autori di un live molto ballabile, potente ma allo stesso tempo divertente, una bella sorpresa.
Si fa poi un saltino dagli spagnoli Damian Schwartz e Tadeo, portabandiera della nuova scuola minimal-techno spagnola, capitanata da Alex Under ed il loro genere mi piace molto come sempre, bei suoni, senza respiro.
A seguire, dopo l’esibizione canterina di Matthew Dear, che non mi ha convinto molto, comincia lo showcase Innervisions, la label degli Ame: il primo è il tedesco Dixon, ottimo set il suo, mixato alla perfezione, fra house, minimal e techouse, fra i dischi suonati Martin Landsky-Let’s me dance(Sebo k rmx) ed un particolare intreccio forse fatto da lui fra il vocal di x-press 2-kill 100 e la base del remix di Villalobos ai Depeche Mode. quindi gli Chateau flight non mi piacciono più di tanto ed allora si passa a Jeff Mills nel Sonarclub, un set inferiore secondo me rispetto agli altri anni ,a parte The bells e un disco di Robert Hood ,tante pause e tanta minimal e dischi come Ame-rej, molto bello ma da lui mi aspettavo altro, ovvero techno Detroit.
Nella sala all’aperto suona Ame, ultima mezz’ora devastante con il loro ultimo pezzo Enoi, suonato velocizzato, di grande impatto ed anche il remix di Aardvarck-cult copy ad opera di 2000 & one come highlights del loro set.
Le 2 ore finali spettano rispettivamente a Dave Clarke nel Sonarclub interno, Radioslave e Miss Kittin nelle 2 aree all’aperto: Dave Clarke è un treno senza fermate, io amo questo sound e lo ballo per più di un’ora in mezzo ad una folla impazzita, techno con la t maiuscola, con quel tocco in più che l’inglese riesce a dare sempre, grazie al suo background, sfoderando ogni tanto qualche pezzo old-school e rendendo il set più vario e particolare, il migliore della serata per i miei gusti.
Ottimo anche l’inglese Radioslave, ipnotico in dj set come lo è nelle sue produzioni, musica da ballare ad occhi chiusi, mi ha fatto un’ottima impressione.
Deludente invece Miss Kittin, dischi tenuti troppo a lungo, cerca di caricare la gente cantando, ma secondo me sarebbe meglio lo facesse con la musica.


Giorno 4-domenica 17 giugno
La domenica è il giorno dei party in spiaggia e, dai flyers raccolti nei giorni precedenti, ce ne sono numerosi in giro a Barcellona, quindi ci incamminiamo cercando di districarci fra metropolitane e treni fino all’estrema periferia di Barcellona, ma via telefono arrivano notizie di chiusure forzate della polizia per molti di questi party verso cui andavamo.
dj Damian Lazarus
Non ci diamo per vinti e alla fine un party scampato alla repressione lo troviamo sull’isolatissima spiaggia di El prat, di fronte all’aeroporto di Barcellona, a 15 km dal centro: la festa è organizzata dallo staff di promoter tedeschi Monza, che quest’anno farà la sua serata anche al Privilegie di Ibiza il giovedì, la gente è tanta, nonostante il vento gelido, il chiringuito che organizza fa affari d’oro con le bevute, e a suonare c'è l’inglese Damian Lazarus (Crosstown Rebels) un regular guest dei party Monza, il suo suono è avvolgente e coinvolgente, adatto per le ore del tramonto.
A seguire suona il cileno Pier Bucci, un live senza grandi fiammate, ed infine Josè de divina e Tania Vulcano back to back, hardouse a volte più tech a volte più tribal, comunque molto bravi, soprattutto Josè de divina.

Si ritorna verso il centro grazie al provvidenziale bus a 5€, apprestato dagli organizzatori del party e, per il gran finale, optiamo per il City Hall, un piccolo club sotterraneo, nella centralissima Plaça Catalunya, dove è previsto il party Minus: all’entrata c’è già una gran fila e dentro c’è una sauna niente male, per fortuna ci sono dei terrazzini e cortiletti interni all’aperto, dove prendere un po’ d’aria e rilassarsi.
Il party Minus in realtà è un Magda all-night long, infatti da quando entro verso le 1, fino alla fine alle 5, suonerà sempre lei, meno minimal del solito, musica veloce, potente e bassi corposi: l’ottimo impianto del locale e i visual Minus proiettati su due maxi-schermi ed altri schermi più piccoli sono gli altri ingredienti di un grande party.
Finita la festa nessuno se ne vuole andare a casa e Richie Hawtin, Gaiser e Tobi Neumann vagano per Plaça Catalunya e la Rambla fino alle 7 con un lungo corteo di clubber dietro che sperano li conducano a qualche after, ma è solo un’illusione.
Il giorno dopo si saluta Barcellona, sicuri che nonostante le grandi cose di quest’anno il prossimo Sonar sarà ancora migliore e innovativo, e noi presenzieremo di nuovo, quindi è solo un arrivederci…

GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE HANNO CONDIVISO CON ME QUESTI MOMENTI!

Articolo originariamente apparso nel 2007 su Soundzmag, magazine curato dallo staff della sala techno del Red Zone

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