lunedì 31 ottobre 2016

Castelluccio di Norcia

Uno dei piccoli borghi più belli d'Italia, circondato da un paesaggio idilliaco, con i campi dai vari colori e le alte vette dei Monti sibillini a fargli da cornice, formando un quadro d'indimenticabile bellezza. Dopo il terremoto del 30 ottobre 2016 Castelluccio di Norcia è stato raso al suolo, io voglio ricordarlo con questa foto di una mia escursione in quella zona dell'aprile 2016, con la speranza e l'augurio che presto il borgo venga ricostruito più bello di prima.


lunedì 24 ottobre 2016

venerdì 21 ottobre 2016

Vale il viaggio: Abbazia di San Giovanni in Venere (Abruzzo)

In questa rubrica pongo l’attenzione su luoghi specifici, che ho visitato (laghi, ville, palazzi, musei, montagne, penisole, aree archeologiche, piazze  ecc.) :  di questi posti sono rimasto entusiasta ed ho pensato che era proprio valsa la pena intraprendere il viaggio fatto per scoprirli.

L'Abbazia di San Giovanni in Venere sorge in splendida posizione panoramica su un poggio dal quale si può ammirare un bel tratto della costa abruzzese: fu fondata sui resti di un preesistente tempio romano dedicato a Venere, da cui prende il nome, e raggiunse il suo momento di maggior splendore e potere economico fra X e XI secolo, per poi declinare ed essere recuperata con importanti restauri, a partire dagli anni 50 del '900.
La struttura è quella classica delle basiliche cistercensi, con due bei portali, uno in facciata, detto "della luna", ed uno su un lato, detto "delle donne", un interno a 3 navate, un ampio chiostro e tre absidi slanciati nella parte retrostante.

Abbazia di San Giovanni in Venere

i 3 absidi dall'architettura slanciata ed elegante

Un lato dell'abbazia con il Portale delle Donne  e, sullo sfondo, il panorama sul mare 

Panorama sulla costa dal piazzale antistante l'Abbazia

Chiostro

Chiostro

Sull'Abruzzo vedi anche:





mercoledì 19 ottobre 2016

Una città in 5 foto: Mondovì

In questa rubrica, attraverso 5 foto, cerco di esprimere, in modo sintetico, ciò che più mi ha colpito, interessato, incuriosito di una città che ho visitato o di un viaggio che ho intrapreso: infatti penso che, a volte, con le immagini, si comunicano le proprie emozioni meglio che con mille parole...

Mondovì è una città piemontese, in provincia di Cuneo, che ha la peculiarità di essere disposta su due livelli, collegati velocemente da una funicolare, inaugurata nel 2006: la parte alta, nucleo originario della città, con una piazza molto bella, circondata da antiche chiese e palazzi affrescati, che culmina in un giardino belvedere, al centro del quale sorge una poderosa torre e la parte bassa, attraversata dal torrente Ellero e dotata anch'essa di bei monumenti.

Chi visita Mondovì è accolto da questa fontana, posta nella parte bassa della città, sulla rotonda al termine di Corso Statuto: la fontana è chiamata "del girotondo" o  "Goj d'esse a Mondvì" (la gioia di essere a Mondovì), è stata posata nel 2002 ed è opera di Sergio Unia, rappresenta dei bambini che danzano gioiosamente tenendosi per mano sotto gli zampilli d'acqua.

La chiesa dei Ss Pietro e Paolo, nella parte bassa della città, fu eretta nel 1489 e poi modificata: presenta una facciata barocca, decorata da un grande affresco e preceduta da un elegante scala marmorea.

L'elegante ingresso della funicolare, che unisce parte bassa ed alta della città

Uno dei palazzi che sorgono ai lati di Piazza Maggiore, nella parte alta della città

La Torre Civica del Belvedere o Torre dei Bressani, fu eretta nel XIV secolo, in questo giardino da cui si può godere di un bel panorama sul territorio di Mondovì: è alta 29 metri ed in passato fu usata anche come campanile di una chiesa che fu poi distrutta.

Sul Piemonte vedi anche:








martedì 18 ottobre 2016

Vale il viaggio: Parco Nazionale De Hoge Veluwe e Kroller-Muller Museum (Olanda)

In questa rubrica pongo l’attenzione su luoghi specifici, che ho visitato (laghi, ville, palazzi, musei, montagne, penisole, aree archeologiche, piazze  ecc.) :  di questi posti sono rimasto entusiasta ed ho pensato che era proprio valsa la pena intraprendere il viaggio fatto per scoprirli.

Il Parco Nazionale de Hoge Veluwe è il più grande d'Olanda con i suoi 5500 ettari, è situato nella regione della Gheldria, fra Arnhem ed Apeldoorn ed è interessante da visitare sia per l'aspetto naturalistico con le sue foreste, dune di sabbia e distese acquitrinose, sia sotto l'aspetto culturale, dato che all'interno del parco  sorge il Kroller-Muller Museum, uno dei migliori musei d'Europa, che custodisce una straordinaria collezione di dipinti di Van Gogh, seconda per quantità solo al museo di Amsterdam, ma anche opere di Picasso, Seurat, Odilon Redon, Piet Mondrian e tanti altri ed inoltre è circondato da un ameno giardino delle sculture che ospita numerose opere di importanti artisti tra cui Auguste Rodin e Lucio Fontana  ed anche installazioni di arte contemporanea.
Il parco è raggiungibile con il bus dalla stazione di Arnhem e consta di tre ingressi, dove si paga il biglietto, che, volendo, è comprensivo anche dell'ingresso al museo Kroller-Muller: la zona da visitare è molto vasta, ma è possibile farlo con delle biciclette bianche, noleggiabili gratuitamente all'interno, ve ne sono 1700, con cui è possibile percorrere i sentieri del parco e raggiungere il museo, con una pedalata di una ventina di km fra andata e ritorno.

mappa all'ingresso del parco

Dune sabbiose

la bicicletta bianca indispensabile per la visita del parco

Il Kroller-Muller Museum

il Giardino delle Sculture

Jardin d'email, installazione di Jean Dubuffet nel Giardino delle Sculture

Installazione nel Giardino delle Sculture

le strade del parco

Zona umida

pausa pranzo

Sull'Olanda vedi anche:





lunedì 17 ottobre 2016

Gli gnomi di Wroclaw

Una particolare caratteristica di Wroclaw sono i piccoli gnomi di bronzo, alti 25-30 cm, in cui ci si può imbattere lungo le strade: ognuna di queste curiose statuine è diversa dall'altra, impegnati in attività differenti (pompieri, guardiani, esploratori ecc.), o , nelle installazioni più recenti, usate per pubblicizzare l'attività di fronte a cui si trovano (banca, ristorante, libreria, bar ecc.).
Esiste anche un sito internet ( http://krasnale.pl/en/ ), con la mappa interattiva per scovare tutti i 163 gnomi che attualmente si possono incontrare lungo le vie della città.
Il loro ideatore è Tomasz Moczek che pare abbia creato il primo di questi gnomi come tributo ad Alternativa Arancione, un movimento di protesta contro il regime comunista degli anni 80, che usava graffiti di gnomi sui muri, per ridicolizzare il potere.

gnomo guardiano

gnomi pompieri

gnomo con l'ombrello

gnomo con un cuore

gnomo banchiere

gnomo Papa

Su Wroclaw e la Polonia vedi anche:







Per tutti i post sui miei  2 viaggi in Polonia: cliccare qui

mercoledì 12 ottobre 2016

Vale il viaggio: Rocca di Vignola

In questa rubrica pongo l’attenzione su luoghi specifici, che ho visitato (laghi, ville, palazzi, musei, montagne, penisole, aree archeologiche, piazze  ecc.) :  di questi posti sono rimasto entusiasta ed ho pensato che era proprio valsa la pena intraprendere il viaggio fatto per scoprirli.

Uno dei più interessanti esempi di architettura fortificata dell'Emilia è la Rocca di Vignola, che sorge a ridosso del centro urbano, vicino al fiume Tanaro.
La sua struttura esterna è imponente e compatta, serrata da torri angolari, con coronamento di beccatelli e merlature, mentre all'interno, a cui è possibile accedere con visita guidata, ci sono notevoli cicli di affreschi, risalenti al XV secolo.





ingresso rocca

cortile interno

Panorama della città di Vignola dalla Rocca, con una rondine in primo piano

affreschi tardogotici all'interno della Rocca

affreschi tardogotici all'interno della Rocca

Sull'Emilia-Romagna vedi anche:









martedì 11 ottobre 2016

Rio de Janeiro: Parque das Ruinas

Il Parque das Ruinas si trova nel pittoresco quartiere di Santa Teresa a Rio de Janeiro, arroccato su una collina, che domina la città, a cui si perviene attraverso strade acciottolate fiancheggiate da vecchie dimore, che rimandano al passato della città.
Attualmente questo spazio è un parco pubblico e centro culturale: sorge intorno alle rovine di un antico palazzo, eretto tra 1898 e 1902, che fu la residenza di Laurinda Santos Lobo, una signora dell'alta società, la quale fece di questo luogo il fulcro della vita culturale di Rio de Janeiro, negli anni '20 e '30, ma dopo la sua morte senza eredi, il palazzo fu abbandonato e saccheggiato, finchè, dal 1993 il Governo dello Stato di Rio de Janeiro ne iniziò il recupero, inaugurando il parco nel 1997.
Oltre ad offrire una ricca programmazione culturale, da questo parco e dalla piattaforma nella parte alta del palazzo, si ha anche una splendida vista panoramica sul Pao de Açucar, la baia di Guanabara, il Centro e Lapa.

La facciata del palazzo del Parque das Ruinas


Il recupero del palazzo ha affiancato agli antichi mattoni anche nuove strutture metalliche

All'antico palazzo sono state aggiunte anche moderne strutture in vetro

Panorama sul Pao de Açucar e la baia

Bel panorama, nonostante la giornata un pò nuvolosa

Su Rio de Janeiro vedi anche:










lunedì 10 ottobre 2016

Una città in 5 foto: Ortona

In questa rubrica, attraverso 5 foto, cerco di esprimere, in modo sintetico, ciò che più mi ha colpito, interessato, incuriosito di una città che ho visitato o di un viaggio che ho intrapreso: infatti penso che, a volte, con le immagini, si comunicano le proprie emozioni meglio che con mille parole...

Ortona è un antico centro marinaro, situato in Abruzzo, in provincia di Chieti, con un centro storico che sorge in suggestiva posizione, sopra una falesia del litorale adriatico.
Il centro vale una visita, presentando bei monumenti, come il Castello Aragonese, il Teatro Vittoria, la Cattedrale, nonostante le distruzioni avvenute nel dicembre 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, quando, proprio ad Ortona e nel suo territorio, si combattè una cruenta battaglia, fra tedeschi ed Alleati, tanto che Winston Churchill la definì la "Stalingrado d'Italia"

Teatro Vittoria, costruito nel 1929, su una bella piazza, con vista sul mare

Passeggiata Orientale, un'elegante via, che domina il porto sottostante

Resti del Castello Aragonese, costruito nel 1452, a forma di trapezio, con possenti torri a cilindro

L'interno del Castello Aragonese, adibito a giardino belvedere verso il mare

La Cattedrale di S.Tommaso, ricostruita in forme neoclassiche, dopo la distruzione del 1943

Sull'Abruzzo vedi anche:




sabato 8 ottobre 2016

Trekking Parco Naturale del Marguareis: da Pian delle Gorre, per il Colle del Prel, al Rifugio Garelli

Un' escursione lunga, che si svolge in provincia di Cuneo, nella valle del fiume Pesio, nel territorio del Parco Naturale del Marguareis, in ambiente alpino molto vario, attraversando fitti boschi, potenti cascate, pittoreschi laghetti, strade militari e valloni fiancheggiati da alte montagne.

Si parte da Pian delle Gorre (1030 m), raggiungibile risalendo la Valle Pesio, seguendo una stretta strada asfaltata: qui si trova un rifugio, un parcheggio (a pagamento) ed una fonte.
Da Pian delle Gorre si prende una sterrata in leggera salita, in direzione sud-est, attraverso un bosco, fino a raggiungere uno slargo in località Il Saut, da dove, con una breve deviazione si può raggiungere la splendida Cascata del Saut (1200 m), che si può ammirare da un balconcino in legno, ben posizionato di fronte ad essa.

Cascata del Saut

Cascata del Saut

Quindi si supera il torrente del Saut su un ponte in legno e si prosegue per un tratto molto lungo, ma con pendenze modeste, che attraversa un fitto bosco di abeti e latifoglie, dove è possibile incontrare anche dei cervi, com'è capitato a me, fino ad arrivare al Gias degli Arpi (1435 m).

tratto attraverso il bosco

Da qui si prosegue, percorrendo fino al Colle del Prel la strada ex-militare 194, dapprima ancora attraverso un bosco di faggi, per poi arrivare in un tratto aperto, ai piedi dei bastioni rocciosi di Testa Murtel, da dove, con lunghi tornanti si risale il pendio, fra bassa vegetazione e grosse pietre, fino al Colle del Prel (1925 m), in ambiente alpino di grande fascino fra valli e montagne.

La strada militare che risale il pendio

i bastioni rocciosi di Testa Murtel

Il Colle del Prel Sottano, con un gregge di pecore in movimento

In arrivo al Colle del Prel Soprano

Indicazioni sul Colle del Prel

Qui si segue il sentiero che percorre il Vallone del Marguareis, con una lunga traversata fra magra erba, pini montani e detriti, fino ad affiancare un piccolo torrente e raggiungere, infine, i Laghetti del Marguareis (1924 m)

Sentiero che parte dal Colle del Prel verso il Vallone del Marguareis

Incontri lungo il percorso

Un pino solitario si staglia fra le montagne lungo il sentiero

Il sentiero che taglia il Vallone del Marguareis

Il sentiero del Vallone del Marguareis

Si prosegue a fianco di un piccolo torrente

Laghetti del Marguareis

Laghetti del Marguareis

Laghetti del Marguareis

Quindi si prosegue a sinistra verso il Rifugio Garelli (1966 m), che si raggiunge in poco più di 20 minuti dai Laghetti del Marguareis, lungo un sentiero in leggera salita fra pendii prativi e ginepri nani, che percorre la destra orografica del Vallone del Marguareis, offrendo splendide vedute della valle.

Veduta del Vallone del Marguareis, dal sentiero che va verso il Rifugio Garelli

Rifugio Garelli

Rifugio Garelli

Dal Rifugio Garelli si comincia a scendere fra pascoli, fino al sottostante Gias Soprano di Sestrera (1847 m), raggiungibile in circa 15 minuti, quindi si continua in discesa per il vallone di Sestrera, con stretti tornanti, fino a raggiungere un bosco di abeti, attraverso cui il sentiero scende molto ripidamente, sbucando al Rifugio Sestrera Sottano (1341 m), da dove, in circa 45 minuti, si ritorna a Pian delle Gorre. 

Il Gias Soprano di Sestrera in primo piano ed il Rifugio Garelli in alto sulla sinistra

Dati tecnici:

partenza e arrivo: Pian delle Gorre (1032 m)

Durata: 6 h

dislivello: 958 m

punto più alto: Rifugio Garelli (1966 m)


Sul Piemonte vedi anche: