giovedì 15 settembre 2016

Vale il viaggio: Giardino di Boboli a Firenze

In questa rubrica pongo l’attenzione su luoghi specifici, che ho visitato (laghi, ville, palazzi, musei, montagne, penisole, aree archeologiche, piazze  ecc.) :  di questi posti sono rimasto entusiasta ed ho pensato che era proprio valsa la pena intraprendere il viaggio fatto per scoprirli.

Il giardino di Boboli è un parco storico di Firenze che occupa un'area di circa 45000 metri quadri alle spalle di Palazzo Pitti: bene patrimonio dell'umanità Unesco,  è uno dei più importanti esempi di giardino all'italiana del mondo, da cui si possono ammirare splendidi panorami di Firenze, inoltre passeggiare per i suoi vialetti è come visitare un museo a cielo aperto per la collezione di sculture di tutte le epoche che lo adornano.

l'anfiteatro a ferro di cavallo con in mezzo un obelisco egiziano ed il retro di Palazzo Pitti

La fontana del Nettuno, che sembra infilzare con il suo forcone un uccello (vero), che si è posato per un attimo ai suoi piedi: la statua fu realizzata nel 1571 dallo scultore Stoldo Lorenzi

Bel panorama con il bacino del Nettuno, Palazzo Pitti e la città di Firenze sullo sfondo
Il Prato dell'Uccellare, circondato da lecci e cipressi secolari, decorato da una colonna spezzata e da una monumentale testa bronzea realizzata nel 1998  da Igor Mitoraj: da qui si può ammirare un altro bel panorama di Firenze 

La fontana dei Mostaccini realizzata da Romolo del Tadda tra 1619 e 1621: è costituita da una serie di piccole vasche su vari gradoni, collegate da canaletti con mascheroni dalle espressioni aggrottate, detti mostaccini, che versano l'acqua da un livello superiore a quello inferiore

Il Viottolone è un ampio viale in ripida discesa, affiancato da due filari di cipressi, piantati nel 1637, e decorato da numerose statue

Una delle fontane delle Arpie, che  si trovano ai lati del bacino dell'Isolotto: rappresentano arpie maschili, che versano l'acqua in vasche a forma di conchiglia, con decorazione grottesca di creature marine

La strana espressione di una delle tre figure grottesche realizzate da Romolo del Tadda (1617-1621)

L'uomo che scarica il secchio in un tino, opera di Valerio Cioli e Giovanni Simone Cioli

Dalla Kaffeehaus, un padiglione rococò, si può ammirare uno splendido panorama di Firenze e del digradante prato di Ganimede, con al centro la fontana del XVII secolo

La grotta di Madama o delle Capre fu costruita da Davide Fortini su progetto del Tribolo: è decorata con spugne, stalattiti ed una vasca marmorea sormontata da quattro statue di capre, che un tempo buttavano acqua
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