venerdì 1 gennaio 2016

Vale il viaggio: Villa Giulia e Museo Nazionale Etrusco (Roma)

In questa rubrica pongo l’attenzione su luoghi specifici, che ho visitato (laghi, ville, palazzi, musei, montagne, penisole, aree archeologiche, piazze  ecc.) :  di questi posti sono rimasto entusiasta ed ho pensato che era proprio valsa la pena intraprendere il viaggio fatto per scoprirli.

Villa Giulia è una bellissima villa romana, costruita per volere di Papa Giulio III fra 1550 e 1555, ai confini del parco di Villa Borghese.
Alla costruzione della villa collaborarono i maggiori artisti del tempo, tra cui Vasari (autore del Ninfeo), Bartolomeo Ammannati e il Vignola, ed è uno dei più importanti esempi di architettura manierista.
Dall'inizio del XX secolo la villa ospita il Museo Nazionale Etrusco, maggior museo di antichità etrusche al mondo, che custodisce tesori come il Sarcofago degli Sposi, la Cista Ficoroni e l'Apollo di Veio.

Il fronte urbano di Villa Giulia è opera del Vignola: è costituito da una severa facciata a due piani, con al centro un arco trionfale, fiancheggiato da ali simmetriche di due finestre. Questa tipologia architettonica fu il modello ripreso da molte ville in stile georgiano della Virginia (USA), nel XVIII secolo

Il primo cortile interno della villa, circondato da logge.

Il cuore della villa è l'elegante Ninfeo, opera del Vasari: la composizione si articola su tre livelli di logge coperte e decorate con statue di marmo e balaustre, costruite intorno ad una fontana centrale, la quale è ornata da statue di cariatidi e da un mosaico con una divinità dei fiumi. Anticamente, il ninfeo era usato per pranzare al fresco, sfuggendo alla calura estiva, attualmente qui ha luogo, annualmente, l'assegnazione del premio letterario più prestigioso d'Italia, il Premio Strega.

Uno dei tesori più pregiati delle collezioni del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia è indubbiamente il Sarcofago degli Sposi: ritrovato a Cerveteri e risalente al 530 A.C., è un monumento funerario in terracotta policroma, con raffigurati i due coniugi, semidistesi su un letto, con gli occhi allungati, i capelli lunghi ed il cosiddetto sorriso arcaico.

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