mercoledì 25 febbraio 2015

I Love Techno Gand 21 ottobre 2006:il mio reportage

Come ogni anno in autunno è giunto il momento dell’”I love techno”,  il mega-rave festival che viene ospitato dal flanders expo, grande spazio al coperto situato nella tranquilla cittadina belga di Gand, a circa 50 km dalla capitale Bruxelles.
Questa città per un giorno all’anno diventa la capitale della techno mondiale, venendo invasa da circa 40000 giovani, chiassosi e colorati, molti con i vessilli del paese di provenienza riguardanti club, eventi, o anche simboli sportivi, i quali vengono da ogni parte d’europa a condividere emozioni e a ballare al ritmo degli artisti più quotati del globo per questo genere musicale, tutti uniti dalla passione per la techno.

Tra questi giovani il 21 ottobre scorso c’eravamo anche noi per il terzo anno consecutivo, dopo un lungo viaggio dall’Italia a Charleroi e quindi a Gand attraverso la bella capitale Bruxelles e immense distese di prati popolati di mulini a vento e mucche, paesaggio tipico di questo paese.
L’organizzazione belga è come al solito perfetta, a partire dal trenino gratuito che ci porta dalla stazione di Gand al Flanders expo, passando per l’ottima canalizzazione delle file al momento dell’entrata, e, per finire, altra nota di merito per la distribuzione di acqua gratis all’interno del luogo che ospita l’evento, per molti provvidenziale.
Il Flanders expo è formato da un’immensa area centrale con ai lati le 6 arene, tre per lato, di cui una chill-out, ognuna contrassegnata da un colore, mentre in cima e in fondo alla sala ci sono,  rispettivamente, l’area merchandising ed il punto ristoro, dove si può anche mangiare:infatti l’evento durerà a lungo, dalle 19 alle 6 del mattino.
La line up di questa undicesima edizione è inferiore rispetto agli anni precedenti come quantità di nomi, ma la qualità c’è eccome, ed il pubblico alla fine risponderà bene all’appello: quest’anno,da quello che ho potuto notare c’erano tanti italiani e me ne rallegro, tantissimi spagnoli e olandesi, abbastanza numerosi gli inglesi e gli irlandesi, oltre naturalmente ai belgi padroni di casa.
Ad aprire le danze ci pensa dr.lektroluv nella yellow room, uno strano personaggio, che suona con una maschera verde, occhiali da sole, papillon, e una cuffia che sembra la cornetta di un telefono, ed apre con un’elettronica molto allegra e divertente, ideale per iniziare, in particolare del suo set mi colpisce il pezzo di Alex Gopher-motorcycle, che fa il suo bell’effetto in pista: dietro questo travestimento infatti si nasconde uno dei migliori artisti belgi, proprietario e direttore di numerose label del suo paese.

dj Shinedoe
A seguire ci spostiamo nella red room, dove a menare le danze è la dj olandese di colore, con i capelli rasta, Shinedoe, ottima producer, che fa un set minimal dark ed ipnotico in costante ascesa nei bpm, che mi è piaciuto molto.
Poi un salto da Deetron nella blue room, che non mi è piaciuto molto, troppe pause nel suo set ed un altro salto, nella orange room, dove a suonare è Boys Noize, che fa un’elettronica dai suoni molto distorti, un po’ facilotta per i miei gusti, e si comincia a fare sul serio con l’olandese Joris Voorn nella red room che ci fa viaggiare alla grande con dischi come tadeo-granate granata,cobblestone jazz-india in me ed il suo many reasons.
Una delle attrazioni della serata è il back to back di 7 ore fra Laurent Garnier e Carl Craig, e i due non hanno deluso le attese, ribaltando più volte la blue room, ed ipnotizzandola, aiutati anche dai tre potentissimi laser verdi installati in questa sala, per poi farla esplodere con ripartente mozzafiato.
io ho ascoltato la prima ora e mezzo del loro set in cui hanno suonato una techno old-school, bellissima, inframezzata da alcune hit recenti, come audion-mouth to mouth e petter-some polyphony, poi sono tornato l’ultima ora in cui si erano dati al remember con french kiss, age of love e you make me feel.
in conclusione il set più emozionante della serata, tra passato,presente e futuro della musica techno in particolare e dance in generale, con un Garnier che si è divertito alla grande incitando continuamente la folla, ballando e saltando in consolle ed un Carl Craig più tranquillo:i due tra l’altro faranno uscire prossimamente un cd mixato da loro dal titolo Kings of techno.
C’è anche la sala hard-techno, la green room, in cui ho avuto occasione di ascoltare  l’ultimo disco acid-techno della bionda Miss Djax, ed è poi salito in consolle l’ astro nascente della techno dell’est europa, il dj di Belgrado,Marko Nastic, forse il nuovo Umek, che ha fatto una techno molto spinta e carica di groove, lui molto freddo in consolle, con gli occhi fissi sul mixer ed un cappellino vintage in testa, mentre sotto i fans si scatenavano e qualcuno cercava anche di arrampicarsi sulla ripida consolle per riuscire almeno a stringergli la mano.
Oltre a lui in questa sala ho ballato anche la musica dello sloveno Valentino Kanzyani, anch’egli ci va giù pesante, soprattutto nella seconda ora del set, mentre nella prima parte mette diverse hit come Marc Houle-bay of figs o Microfunk-pecan, comunque opportunamente modificate e velocizzate, lui in consolle è molto preso ed incita il pubblico molto spesso.
Kraftwerk live
Nella yellow room c’erano gli headliners di questa edizione cioè i Kraftwerk, i pionieri della musica elettronica: io ho assistito all’ultima mezz’ora del loro spettacolo, dato che prima non si poteva entrare causa pienone.
L’esibizione è stata di grande qualità, con questi quattro signori di mezz’età vestiti con un body nero coperto da una rete giallo fosforescente, che li faceva risaltare nel buio della sala, in piedi con davanti i propri strumenti e dietro dei video ad hoc, per ogni pezzo suonato,fatti molto bene, e a fine concerto se ne sono andati via uno alla volta sulle note di “music non stop”, con tanto di inchino verso la folla e si è chiuso il sipario.
Dopo di loro c’è stato il set molto viaggioso di James holden, in un passaggio di testimone fra i pionieri dell’elettronica e uno dei prodotti più freschi ed innovativi dell’elettronica attuale, come l’artista inglese della Border Community.
Nella red room c’è stato un live devastante del duo Technasia, che ha fatto tremare le pareti della sala, dotata del miglior impianto rispetto alle altre, facendo fare il pienone a questa arena e la sauna al sottoscritto(fortuna l’acqua gratis): i due hanno suonato quasi tutti i loro pezzi vecchi e recenti, momento che ricorderò a lungo quando hanno messo Acid storm e la pista è esplosa.
Dopo di loro Dave Clarke, ormai resident dell’”I love techno”, ha completato l’opera di demolizione, partendo con una lunghissima versione di Relevee remixata da Carl Craig, per poi esplodere con la sua techno contrassegnata da bassi taglienti e profondi, e numeri al mixer, degni del grande dj che è: un mostro!
Quindi dopo circa 12 ore di techno-party ritorno a casa fra treni ed aeroporti, popolati di giovani che si stendevano un po’ ovunque: un evento massacrante, ma che sicuramente ha lasciato tutti i presenti soddisfatti per la musica, l’atmosfera, in particolare i tanti che hanno fatto fior di km per amore di questa musica, me compreso naturalmente.

I LOVE TECHNO!!!

Articolo da me scritto originariamente nel 2006 per Soundzmag, magazine curato dallo staff della sala techno del Red Zone Club 

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